cosa è una wine experience Marazzi

Cosa è una wine experience?

Cos’è una wine experience? Probabilmente esistono tante esperienze quante sono le persone che vi prendono parte.

Ogni esperienza è diversa rispetto alla curiosità, alla motivazione, alla preparazione che abbiamo rispetto alle aspettative. E ovviamente anche in relazione alle persone che ce la propongono e con cui la condividiamo.

Una wine experience è…

Un aperitivo con gli amici può essere comunque un’esperienza, dove l’aspetto conviviale è prioritario rispetto alla bevanda. Viceversa una wine experience mette il  focus su cosa beviamo rispetto a con chi lo stiamo facendo.  Tuttavia, quest’ultimo aspetto non è secondario perché chi prende parte ad una wine experience, ha di norma un’aspettativa da gratificare.

Il mondo del vino offre molti spunti interessanti per formulare esperienze coinvolgenti: ad esempio una degustazione guidata è già, di per sé, un’esperienza che coinvolge profondamente.

Cosa succede in una wine experience

L’esperto guida il partecipante in una esperienza sensoriale che lo rende attento e consapevole. I sensi all’improvviso vengono “rallentati” e messi sotto osservazione e ci rendiamo conto che vediamo, annusiamo e gustiamo un vino ad un livello differente.

In una parola “sentiamo” a un livello più profondo, perché portiamo l’attenzione completa alle nostre azioni.

Questa esperienza cambia ancora se la portiamo nel contesto e nel territorio dove il vino è nasce e poi viene elaborato.

Non si tratta più soltanto di degustare uno o più vini e coglierne le caratteristiche. La domanda diventa perché andiamo in cantina?

Andiamo alla ricerca di quel famoso “terroir” tanto  ricco quanto difficile da raccontare in poco tempo. Infatti noi italiani che abbiamo parole per tutto, non siamo ancora riusciti a coniare la traduzione corretta.

La magia della conoscenza

Trovo molto divertente e piacevole, quando al termine di un evento, che contempla la degustazione, la spiegazione del territorio  e del vino l’ospite ti dice “Sai che come la racconti tu la storia diventa avvicente e si capisce? E poi si apprezza maggiormente?” Sorrido. Certo che lo so, nei miei racconti cerco complicità con i miei ospiti, le storie del vino sono fatte di persone da secoli e vanno icontro alle persone, sono storie empatiche, ironiche, molte spesso divertenti. Sono storie di territori, perchè quando l’ospite ritroverà il vino nella carta del ristorante, dovrà potersi riconnettere a “quella storia in quel momento”.

Quando l’esperienza si fa in cantina, l’ospite “tocca con mano” la realtà produttiva e incrocia lo sguardo del produttore, riconosce il  suo impegno e quando si passa alla degustazione,  l’importanza non è più solo sul vino, bensì tra la relazione tra la bevanda e le persone.

Un rito sempre uguale

Un rito che si ripete uguale, da decine di secoli, che celebra il “benvenuto” verso l’ospite e lo fa accostando i calici: è il gesto dell’accoglienza in sé, che supera le barriere emotive e linguistiche e che predispone alla condivisione.

E’ questa magia dell’incontro,  che mi ha portato, dopo tanti anni, a fondere in una proposta enoturistica, la conoscenza del vino e la vocazione alla comunicazione: ascoltare, accogliere la richiesta di conoscenza e gratificarla, senza sconfinare in tecnicismi. La precisa volontà è ridurre la soggezione verso il mondo del vino e aumentare la consapevolezza, anche nei consumi.

Un’ultima cosa, una wine experience autentica non si esaurisce con la degustazione, se il wine lover lo desidera, può continuare nel tempo, studiare, aggiornarsi, tanto quanto le vendemmie che abbiamo davanti a noi.

Alla salute!

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Patrizia Marazzi Wine Tourism Wine Expert

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