Spumante Metodo Italiano orgoglio nazionale

Spumante Metodo Martinotti orgoglio nazionale

Metodo Italiano è la definizione che il mondo riconosce allo spumante rifermentato in autoclave. Un vero e proprio orgoglio tricolore che comprende una denominazione notissima e molte altre meno note, ma di grande qualità e piacevolezza. In italiano finalmente attribuiamo la paternità del metodo al suo inventore autentico con la definizione Metodo Martinotti.

Sempre più operatori nel mondo riconoscono la qualità dei vini effervescenti derivanti dal metodo. E sono sempre di più gli operatori italiani che trovano corretto, anche per orgoglio di appartenenza, utilizzare la definizione corretta per ripristinare la verità.

Spumante “Metodo Martinotti” orgoglio nazionale è la sintesi in qualità di  esperienza, tecnologia e vitigno, interpretata dal gusto italiano. Ovvero la piacevolezza prima di tutto.

Grandi inventori…

Si dice che siamo un popolo di creativi. L’isolamento dovuto alla pandemia ci ha limitato negli spostamenti, ma cervelli e cuore sono stati sempre in azione e mi aspetto dunque qualche sorpresa in tempi rapidi. Ma questa propensione genetica non è una novità: la mania della qualità, l’esigenza estetica e l’estro creativo spingono costantemente verso nuove soluzioni e il “Metodo Martinotti” interpretò bene questa sintesi.

L’invenzione del metodo si deve a Federico Martinotti (1860-1924), direttore dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti che, per primo nel 1895 intuì le potenzialità della tecnologia derivante dalla seconda rivoluzione industriale, applicata alla produzione del vino. Nello specifico decise di provare a tradurre chiave industriale quello che fino ad allora si era sempre e solo ottenuto a mano con la rifermentazione in bottiglia.

E’ una svolta radicale per tempi e costi di produzione, ma non solo. E’ la scoperta del metodo che valorizza ed esalta le caratteristiche dei vitigni aromatici. Le varietà aromatiche sono diffuse in molte aree nord Italia, dove la tradizione di produrre vino spumante è maggiormente diffusa.

La seconda fermentazione in autoclave avviene in 15-20 giorni al massimo. Questo contatto limitato della base spumante con i lieviti fa sì che l’interazione rimanga limitata al formarsi della spuma senza interferire con le caratteristiche del vitigno in modo invasivo.

…meno efficaci nell’organizzare le risorse

Intorno al 1910 Eugène Charmat in Francia riprende questa intuizione, costruisce il primo impianto e lo brevetta, dando così notorietà al metodo. Sono passati più di 100 anni, questa storia è ormai  acquisita nel mondo del vino. Tuttavia, nel linguaggio comune non è ancora scontata l’abitudine a definire il processo Metodo Martinotti come giusto tributo al suo inventore.

Le persone, anche gli appassionati del vino, la scoprono per caso e nelle lezioni in cui si spiega la differenza tra la rifermentazione in bottiglia e la stessa in autoclave, questa storia viene ancora ignorata, come se fosse un dettaglio di poco conto.

Metodo Martinotti o Metodo Italiano si associa ad una serie di vini spumanti tipici italiani per le caratteristiche olfattive derivanti dalla varietà, quali Lambrusco, Prosecco, Moscato e Malvasia tra i più conosciuti.

Bisogna riconoscere che l’estrema popolarità nel mondo raggiunta da questi vini è facilitata dalla loro piacevolezza e dall’approccio informale. Sono profumatissimi, si servono freschi come una bibita, sono effervescenti e conferiscono dinamicità al contenuto del bicchiere.

Orgoglio nazionale anche nella tecnologia

La tecnologia applicata all’industria vitivinicola ha una lunga tradizione in Italia. Gli impianti per l’industria del vino sono esportati in tutto il mondo, considerati i più affidabili e con il migliore rapporto qualità prezzo. L’argomento non è affascinante quanto il vino, ma il livello di prestazione delle tecnologie, messe a punto in Italia è motivo di orgoglio e di fatturato per il paese.

Metodo Martinotti: bollicine pop per tutti i gusti

Gli spumanti Metodo Martinotti sono perfetti per il loro pubblico: giovani, informali e con grande desiderio di trasformare ogni momento in un “evento” memorabile. Questo vino non cerca il consumatore troppo esigente, bensì l’apprezzamento diffuso. E il suo momento di consumo non è la meditazione, bensì l’immediatezza. Anche in questo senso intrepreta un po’ la caratteristica degli italiani di volere essere amati da tutti. E spesso ci riescono.

Per chi vuole invece dedicare un po’ di attenzione ai vitigni, che si esaltano grazie al Metodo Martinotti, ci sono davvero tante sfumature da scoprire. Solo dietro alla definizione Lambrusco ci sono svariate tipologie e altrettante denominazioni di origine e dietro il generico Moscato un’altra collezione di tipologie di fianco al notissimo Asti.

Se pensiamo al prestigio incontrastato, di cui gode il Metodo Classico nel mondo, i vini prodotti con Metodo Martinotti sono rivoluzionari. Immediati, apprezzati dai consumatori e con eccellente rapporto qualità prezzo. Lo spumante metodo Martinotti è veramente un punto di orgoglio nazionale.

 

L’auspicio per il futuro

Questa storia europea conosce altri episodi simili: l’intuizione di Cristoforo Colombo non trova ascolto nel suo momento e il navigatore sarà finanziato dalla Spagna dell’epoca, il telefono fu inventato da Antonio Meucci, ma solo dopo brevettato da Graham Bell.

Come dire, bravi a creare, un po’ meno a riconoscere il talento. L’auspicio è. che questo momento così complicato, l’attuale rapidità di condivisione della conoscenza e l’atteggiamento aperto delle giovani generazioni apportino il cambiamento necessario al colmare questa carenza.

 

Cheers!

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Patrizia Marazzi Wine Tourism Wine Expert

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