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Spumante Metodo Italiano: apprezzato all’estero, ancora da valorizzare nei confini nazionali

Principe incontrastato dell’export italiano nel mondo intero. Protagonista del brindisi informale e dell’Italian life style. Piacevole e diretto, è la traduzione “enologica” del sorriso degli italiani quando ti porgono la mano e ti danno il benvenuto.

Più viaggio nel mondo e guardo le facce delle persone illuminarsi alla dichiarazione “I’m from Italy!”, più mi convinco che siamo un popolo di gente strana. Pronti a scioglierci nella lusinga del “wow” di spettatori e
visitatori del pianeta, che non a caso vedono l’Italia tra le mete più ambite dai viaggiatori mondiali, a malapena riusciamo a provare orgoglio davanti alle opere dell’ingegno italiano, più facile sufficienza.

Così quello che il mondo celebra come “Italian Method Spumante” e che è la sintesi in termini di qualità, esperienza, tecnologia e vitigno, viene rapidamente definita con la definizione francese più nota, senza decantarne (in senso di narrazione) le specificità e i vantaggi che non sono pochi.

Autenticità e narrazione

La tecnologia applicata all’industria vitivinicola ha una lunga tradizione in Italia, non per niente gli impianti per l’industria del vino sono esportati in tutto il mondo, come i più affidabili e con il migliore rapporto qualità prezzo. L’argomento non è affascinante quanto il vino, ma di certo il livello di prestazione delle tecnologie, messe a punto in Italia è motivo di orgoglio e di fatturato per l’Italia.

Individualmente strepitosi nel creare…

Siamo un popolo di creativi. Il lockdown ci sta costringendo nello spazio, anche se cervello e cuore sono in azione al massimo e mi aspetto dunque qualche sorpresa in tempi non lontani. Ma questa propensione
genetica non è una novità: la mania della qualità, l’esigenza estetica e l’estro creativo spingono costantemente verso nuove soluzioni e lo spumante Metodo Italiano è l’espressione di questa sintesi.


L’invenzione del metodo si deve a Federico Martinotti (1860-1924), direttore dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti che, per primo nel 1895 intuì le potenzialità della moderna tecnologia (seconda rivoluzione industriale) applicata alla produzione del vino e nello specifico traducendo in chiave industriale quello che fino ad allora si era sempre e solo ottenuto a mano con la rifermentazione in bottiglia.


E’ una svolta radicale per tempi e costi di produzione, ma non solo. E’ la scoperta del metodo che valorizza ed esalta le caratteristiche dei vitigni aromatici, che in Italia sono tipici in molte aree del paese, in particolare nel nord, dove non a caso la tradizione di produrre vino spumante è maggiormente diffusa.
La seconda fermentazione in autoclave avviene in 15-20 giorni al massimo. Questo contatto limitato della base spumante con i lieviti fa sì che l’interazione rimanga limitata al formarsi della spuma senza interferire con le caratteristiche del vitigno in modo invasivo.

…meno efficaci nell’organizzare le risorse

Intorno al 1910 Eugène Charmat in Francia riprende questa intuizione, costruisce il primo impianto e lo brevetta, dando così notorietà al metodo. Sono passati più di 100 anni e questa storia non è ancora nota. Le persone, anche gli appassionati del vino, la scoprono per caso e nelle lezioni in cui si spiega la differenza tra la rifermentazione in bottiglia e la stessa in autoclave, questa storia viene ignorata. Invece si associa il nome Metodo Italiano ad una serie di vini spumanti tipici italiani per le caratteristiche olfattive, quali Lambrusco, Prosecco, Moscato e Malvasia.

Bisogna riconoscere che l’estrema popolarità nel mondo raggiunta da questi vini è facilitata dalla loro piacevolezza e dall’approccio informale. Sono profumatissimi, si servono freschi come una bibita, hanno le bolle che sono scenografiche e conferiscono dinamicità al contenuto del bicchiere.

Gli spumanti Metodo Italiano sono perfetti per il loro pubblico: giovani, informali e con grande desiderio di trasformare ogni momento in un “evento” memorabile. Questo consumatore non cerca di capire il vino, e il suo momento di consumo non si presta alla ricerca o alla meditazione. Semmai è più propenso ad aprire una seconda bottiglia.

Per chi vuole invece dedicare un po’ di attenzione ai vitigni, ci sono davvero tante sfumature da scoprire. Solo dietro alla definizione Lambrusco ci sono svariate sfumature e altrettante denominazioni di origine e dietro il generico Moscato un’altra collezione di tipologie di fianco al notissimo Asti.

Se pensiamo al prestigio incontrastato, di cui gode il Metodo Classico nel mondo, i vini prodotti con Metodo Italiano sono rivoluzionari. Immediati, apprezzati dai consumatori e con eccellente rapporto qualità prezzo.

Questa storia europea conosce altri episodi simili: l’intuizione di Cristoforo Colombo non trova ascolto nel suo momento e il navigatore sarà finanziato dalla Spagna dell’epoca, il telefono fu inventato da Antonio Meucci, ma solo dopo brevettato da Graham Bell.

Come dire, bravi a creare, un po’ meno a riconoscere il talento. L’auspicio è. che questo momento così complicato, l’attuale rapidità di condivisione della conoscenza e l’atteggiamento aperto delle giovani generazioni apportino il cambiamento necessario al colmare questa carenza.

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