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Enoturismo in movimento

Spazi aperti e enoturisti in movimento. Lo spirito del  vino si reinventa in nuove proposte.

Semplice ed autentico

Gli ultimi anni vedono una domanda in crescita di turismo enogastronomico e questo è di certo molto positivo se si considera che il nostro paese non fornisce una formazione di base ai consumatori, tanto è vero che un’analisi pubblicata nella primavera 2019, afferma che in Italia tra i consumatori di vino solo il 25% conosce cosa sta consumando. Guarda caso il numero degli enoturisti è stimato in Italia intorno al 23% in crescita, il che fa pensare che chi conosce il vino e chi viaggia per conoscerlo da vicino siano profili quasi sovrapponibili.

Dietro al crescente interesse degli enoturisti,  che sono in parte giovani e cercano autenticità, io credo che trapeli un bisogno di conoscenza del mondo del vino, più che della bevanda in sé. L’enoturista è spesso un nativo digitale e conosce perfettamente i canali dove è più facile procurarsi un vino al  prezzo corretto. Dunque se decide di intraprendere l’esperienza del viaggio e prenotare un’esperienza in cantina è perché lo muove una curiosità che va ben al di là del vino fine a sé stesso ovvero un bisogno umano di contatto e relazione con le persone che il vino lo fanno e si prendono cura dell’uva dalla prima gemma al raccolto, spesso con sorprese per niente gradite.  In fondo il vino continua a essere percepito come un alimento molto vicino alla terra, anche quando non si fregia della definizione “naturale”.

“Falla facile” non è facile

Con questa convinzione ho cominciato ad immaginare i percorsi tra i vigneti. Quando io ho cominciato ad occuparmi di vino e non avevo ancora intrapreso alcun percorso formativo, la mia curiosità era basica. Era la curiosità che immagino possa provare tuttora un consumatore curioso del vino e che nessuno all’epoca era in grado di raccontarmi.  

Il mondo del vino è complesso sia nella produzione che nella distribuzione e “farla facile” in poche parole, senza creare confusione nella testa di chi ti ascolta, è una sfida. 

Allora ho iniziato a progettare gli enotrekking  per consentire agli enoturisti di  avere a disposizione una “full-immersion” nel territorio con un tempo più lungo di una visita in cantina, in modo che possiamo ragionare insieme sulla produzione del vino in Italia e non solo, e fare chiarezza dove serve. Io fornisco gli spunti di base e alcune spiegazioni e poi diamo spazio al confronto e alle domande con gli enoturisti, in questo modo quando arriviamo in cantina, il percorso produttivo è un po’ più chiaro.

In movimento è meglio

Alcune ricerche sostengono che il turista enogastronomico dichiara un bisogno di diversificare l’esperienza e che il trekking è una delle attività richieste. Camminare nel luogo di produzione , oltre ad essere un’attività piacevole e a portata di tutti ha più effetti positivi:

  1. Avvicina l’enoturista al lavoro del produttore;
  2. Contestualizza lo spazio in cui si spiega il territorio
  3. Facilita la comprensione delle peculiarità del territorio.

Diverse  fonti autorevoli ritengono che un’attività di apprendimento, quando in movimento, viene potenziata. 

Valtenesi, una visione rosea del vino…

Nonostante il crescente interesse per i vini rosati, anche nel mercato nazionale e nonostante in Valtenesi la denominazione di origine contempli i vini rosati fin dall’inizio, il territorio non gode ancora di grande notorietà nel panorama enologico italiano.

Il suo territorio agricolo  è in realtà piuttosto variegato, spazia dalla spiaggia al crinale della collina e presenta percorsi interessanti per essere esplorati, con panorami inattesi quando si raggiungono i punti più elevati, dove i vigneti trovano l’esposizione ideale. 

La tipologia propone vini rosa di nuova concezione, più scarichi in colore rispetto alla tradizionale vinificazione in rosato di qualche decennio fa, insieme ai rossi dell’annata oppure affinati in barrique.  

Protagonista assoluto il vitigno autoctono del territorio, il Groppello, presente in purezza o più sovente in blend con Marzemino, Sangiovese e Barbera.

… che si afferma durante i primi anni dell’Unitá nazionale

Durante la camminata faremo incursioni nella storia di questo posto e dei personaggi che hanno abitato il territorio durante il primo Regno d’Italia. Quale peso hanno avuto queste persone in quel momento?  E alla fine del processo di unificazione, che paesi erano i nostri “vicini di casa” in particolare rispetto al vino?

Come spesso succede la Lombardia è un territorio determinante per l’evoluzione degli eventi e tutto quanto succede viene integrato nella routine quotidiana, questa propensione a “macinare” e incorporare egli eventi in modo quasi automatico, fa si che ci si soffermi poco a riflettere su origini e conseguenze di precisi atti sottovalutandone la portata storica.

Per esempio quando parliamo di Napoleone III sappiamo che aveva mire espansionistiche sull’Italia settentrionale, ma non parliamo della sua intuizione sulla classificazione del vino durante l’Exposition Universelle di Bordeaux. Ma avremo modo di approfondire, strada facendo nel vigneto…

Enoesperienze invece di  wine experience

La wine experience è una visita in cantina con degustazione. Ormai la definizione è entrata nel dizionario enogastronomico e non si discute. Dunque è corretto distinguere una wine experience da una enoesperienza. Quando si usa il prefisso eno parlando di vino, non si fa riferimento al vino tout court, bensì a tutta la conoscenza, le tradizioni, le interpretazioni, l’innovazione  che l’Europa considera dall’origine della parola ai giorni nostri: clima, successi, problemi, svantaggi, guerre, parassiti  e una conoscenza millenaria in continua evoluzione alla ricerca di nuove soluzioni. Se facciamo nostra l’idea che il vino che stiamo degustando “contiene” tutto questo, allora anche la nostra attenzione verso questi dettagli inizia a modificarsi.

Go Drink: un nome un destino comune

Conoscere Go Drink è stata un’esperienza che solo il mondo del vino rende possibile. Go Drink è già un aggregatore di enoturisti, anche se non necessariamente in viaggio.  Secondo un calendario periodico, all’interno del circuito un membro propone una degustazione “social” presso il proprio domicilio e le persone che lo decidono partecipano versando un contributo. Tutto questo avviene a Milano, che come detto sopra, innova, evolve, procede…

Durante la crisi, la degustazione si è spostata –online e con la enoesperienza nei vigneti, sperimentiamo la formula “all’origine” ovvero dove l’uva cresce dove viene trasformata.

La natura, come le persone, come il vino non amano stare dentro schemi fissi e modelli rigidi. Appena trovano modo di “evadere” verso una nuova dimensione, tendono spontaneamente a riempire nuovi spazi.

Con Go Drink facciamo esattamente questo, incontriamo nuovi amanti del vino e facilitiamo il percorso per condividere l’esperienza con noi.

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